DISCIPLINARE MATERIALI LAPIDEI


Disciplinare di Produzione per la conformità del processo delle lavorazioni artigiane artistiche, tradizionali e tipiche di qualità

 

Art. 1 Definizione del settore

 

Il presente disciplinare, che promuove la tutela delle lavorazioni artigianali artistiche, tradizionali e tipiche di qualità, descrive le produzioni del settore “materiali lapidei”,  ricomprende le seguenti lavorazioni: materiali lapidei, acciottolato (risseau), pavimento in seminato e modanature di intonaco sagomato per esterno.

 

 

 

Art. 2  Zona di Produzione

 

Il presente disciplinare si applica ad imprese artigiane ubicate nel territorio della Regione Liguria.

 

 

Art. 3 Documentazione dimostrativa

 

Gli artigiani del presente settore devono essere in grado di dimostrare la propria esperienza con idonea documentazione fotografica e/o cartacea e/o catalogo illustrativo dei lavori eseguiti.

Le richieste di licenza d’uso del marchio per il settore “materiali lapidei”, in fase istruttoria per il rilascio del marchio “Artigiani In Liguria”, saranno sottoposte alle valutazioni tecniche e discrezionali di competenza del Comitato regionale “Artigiani In Liguria”,  anche avvalendosi degli esperti della Commissione tecnica, che ha curato la redazione del presente disciplinare di produzione.

 

Art. 4 Lavorazione “Materiali lapidei”

 

Per “materiali lapidei” s’intendono: marmi, graniti, pietre, travertini.

La lavorazione dei “materiali lapidei” comprende le seguenti tipologie produttive: arredamento, pavimentazioni, design ed arte funeraria.

 

 

 

 

Art. 4.1. Requisiti

 

Requisiti peculiari dell’impresa artigiana del settore lapideo, che chiede di aderire al presente disciplinare, sono:

 

  • Conoscenze approfondite delle materie prime e delle pietre utilizzate nonché attitudine all’acquisto delle stesse;
  • Conoscenza dei materiali, la provenienza, le caratteristiche tecniche al fine di realizzare manufatti che rispettino la conservazione di edifici e opere di valore storico – artistico (es. pavimenti a macchia aperta);
  • Conoscenza dei metodi di trasporto delle materie prime nonché la padronanza dei differenti metodi di lavorazione a secondo del tipo di pietra utilizzata;
  • Capacità di valutazione della lastra di pietra per verificare che non vi siano difetti;
  • Conoscenza e capacità di eseguire tutte le fasi di lavorazione per ottenere un prodotto finito;
  • Conoscenza del disegno tecnico per interagire correttamente nella fase di progettazione dell’opera con tecnici e i clienti in funzione di realizzare l’opera richiesta;
  • Capacità di taglio della lastra per garantire la realizzazione di un manufatto curvilineo (capacità di arrotondare un pezzo);
  • Capacità di ricavare opere da masselli di grande spessore;
  • Conoscenza delle granulometrie diamantate degli utensili o non  al fine di realizzare un prodotto finito dal grezzo al piano lucido;
  • Capacità di manipolazione mastici, stucchi, resine ed ossidi;
  • Creatività ed innovazione.
 

Art. 4.2 Fasi della lavorazione “materiali lapidei”

 

La lavorazione “materiali lapidei” è caratterizzata dalle seguenti attività:

 

  • Movimentazione materiale;
  • Levigatura, lucidatura ed altro;
  • Taglio e sagomatura;
  • Incisione a mano o meccanizzata (incisione epigrafi e intarsi);
  • Stuccatura e rifinitura;
  • Assemblaggio materiale lapideo (es. realizzazione di manufatti assemblati per l’arte funeraria e non);
  • Posa in opera del lavoro finito (l’artigiano marmista deve essere in grado di posizionare a regola d’arte il lavoro prodotto).

 

Art. 4.3  Laboratorio ed attrezzature per l’artigianato lapideo

 

L’artigiano del settore “materiali lapidei” deve avere una sede adeguata ad ospitare macchinari ed attrezzature che consentano un ciclo completo della lavorazione dal semilavorato (lastra) al prodotto finito.

 

Il laboratorio deve essere ordinato e sicuro sia nell’area adibita alla lavorazione che nel “piazzale” (zona stoccaggio pietre), con i seguenti macchinari necessari per lo svolgimento dell’attività:

 

  • Deposito materiale per consentire d’avere una disponibilità sufficiente di materiale da lavorare;
  • Strumenti di sollevamento (il processo di movimentazione deve essere assistito dall’ausilio di mezzi meccanici capaci di mitigare il rischio per l’artigiano e di velocizzare il processo produttivo);
  • Lucidatrice o manettone;
  • Fresa da taglio (ponte o bandiera);
  • Banco aspirante (per lavorazioni a mano con flessibile ecc.);
  • Compressore per utensili ad aria;
  • Sistema di filtraggio delle acque;
  • Almeno un mezzo idoneo al trasporto del lavoro finito;
  • Pantografo per incisione meccanizzata (facoltativo);
  • Macchina a controllo numerico  - cnc (facoltativo);
  • Sistemi di puntamento laser (facoltativo).

 

 

Art. 5 Lavorazione Acciottolato  (risseau)

 

Per lavorazione dell’acciottolato (risseau) s’intende la prima arte musiva utilizzata dall’uomo attraverso l’uso di pietre arrotondate dall’acqua raccolte nelle spiagge o nei torrenti, scelte per colore, dimensione o forma. Sono state così create pavimentazioni in ciottoli molto complesse raffiguranti decorazioni di ogni natura. Questa tecnica è utilizzata ancora in oggi in tutta la nostra penisola e trova la sua massima espressione in Liguria, grazie alla varietà di colori dati dalle pietre delle nostre montagne.

 

Art. 5.1. Requisiti

 

Requisiti peculiari dell’impresa artigiana del settore lapideo – lavorazione acciottolato (risseau), che chiede di aderire al presente disciplinare, sono:

 

  • Conoscenze approfondite della tecnica di lavorazione e del disegno;
  • Abilità e capacità  nell’esecuzione e/o nella conservazione di opere anche di valore storico - artistico;
  • Conoscenza delle pietre, materie prime e prodotti utilizzati;
  • Padronanza nei differenti metodi di lavorazione a seconda del tipo di pietra e/o materia utilizzata.

 

Art. 5.2 Attrezzature e materiali per la lavorazione acciottolato  (risseau)

 

L’artigiano della lavorazione acciottolato  (risseau) deve avere macchinari ed attrezzature che consentano lo svolgimento dell’attività musiva quali:

 

  • Sistemi di realizzazione disegni delle decorazioni realizzati su carta con dimensioni 1:1;
  • Sistemi per la tracciatura delle decorazioni sia laser che manuali (spolvero) - facoltativo;
  • Sistemi laser per livelli/quote - facoltativo;
  • Impastatrice;
  • Attrezzatura manuale per la posa (martelli, tenaglie, scalpelli, secchi, conche, ecc…);
  • Autocarro.

 

I principali materiali usati sono:

 

  • Ciottoli naturali;
  • Ciottoli di marmo “burattati” (realizzati mediante rotolamento meccanico);
  • Calce idraulica naturale;
  • Malta di allettamento a base di calce.

 

 

Art. 6  Lavorazione pavimento in seminato “genovese”

 

Per la lavorazione del pavimento in seminato “genovese” s’intende l’antica lavorazione ottenuta con materiali poveri, presente nei più eleganti palazzi e le più sfarzose residenze. Elemento pregnante di questa antica arte erano gli orinali adornamenti realizzati attraverso la varietà cromatica del marmo. A tutt’oggi, anche se le origini sono veneziane, questo tipo di pavimento è presente quasi ovunque; a Genova, in  particolare, acquista caratteristiche proprie per lo stile delle decorazioni: nasce così la denominazione “pavimento alla genovese” .

Alla fine del XIX secolo, con l’inizio dell’uso del cemento, anche questa lavorazione artigianale subisce un cambiamento. Si elimina l’uso di calce e si utilizza esclusivamente il cemento con tempi di maturazione più rapidi.

La novità sostanziale consisteva nel poter ottenere una vasta gamma cromatica nelle decorazioni potendo non solo variare il colore del marmo ma finalmente anche quello del legante mediante ossidi di ferro.

 

 

Art. 6.1 Requisiti

 

Requisiti peculiari dell’impresa artigiana del settore lapideo – lavorazione pavimento in seminato “genovese”,  che chiede di aderire al presente disciplinare, sono:

 

  • Conoscenze approfondite della tecnica di lavorazione e del disegno;
  • Abilità e capacità  nell’esecuzione e/o nella conservazione di opere anche di valore storico - artistico;
  • Conoscenza delle pietre, materie prime e prodotti utilizzati;
  • Padronanza nei differenti metodi di lavorazione a seconda del tipo di pietra e/o materia utilizzata.

 

Art. 6.2 Attrezzature e materiali per la lavorazione pavimento in seminato “genovese”

 

L’artigiano della lavorazione pavimento in seminato “genovese” deve avere macchinari ed attrezzature che consentano lo svolgimento dell’attività quali:

 

  • Sistemi di realizzazione disegni delle decorazioni realizzati su carta con dimensioni 1:1;
  • Sistemi per la tracciatura delle decorazioni sia laser che manuali (spolvero) - facoltativo;;
  • Rulli di vario peso e dimensioni per la pressatura della graniglia e del sottofondo;
  • “Ferro” barra di acciaio con manico per la pressatura della graniglia nei bordi;
  • Martelline ed incudine a ceppo per la lavorazione del mosaico;
  • Attrezzatura manuale per la posa (martelli, tenaglie, scalpelli, secchi , conche ecc. );
  • Sistemi laser per livelli/quote;
  • Smerigliatrici manuali a secco ed a acqua;
  • Levigatrici tradizionali tipo Genovese con mole Virgole/Cassani;
  • Aspirapolvere e liquidi portatili;
  • Autocarro.

 

I principali materiali usati sono:

 

  • Malta per sottofondo a base di coccio pesto;
  • Calce idraulica naturale NHL5;
  • Calce bianca idrata;
  • Cemento 325;
  • Cocciopesto;
  • Terre;
  • Ossidi di ferro;
  • Granulati di marmo;
  • Tessere di marmo realizzate a martello o a trancia;
  • Olio di lino cotto.

 

 

Art. 7 Lavorazione modanature di intonaco sagomato per esterno

 

Per la lavorazione delle modanature di intonaco sagomato per esterno s’intende la decorazione di facciata degli edifici anche storici o chiese, che sono solitamente costituiti da elementi di intonaco sagomato, come ad esempio: cornicioni, marcapiani, cornici, ecc…

 

 

Art. 7.1 Requisiti

 

Requisiti peculiari dell’impresa artigiana del settore lapideo – lavorazione delle modanature di intonaco sagomato per esterno, che chiede di aderire al presente disciplinare, sono:

 

  • L’artigiano del comparto edile deve dimostrare competenza specifica nella realizzazione di modanature di intonaco sagomato per esterno;
  • Conoscenze approfondite della tecnica di lavorazione e del disegno;
  • Abilità e capacità  nell’esecuzione e/o nella conservazione di opere anche di valore storico - artistico;
  • Conoscenza delle materie prime e prodotti utilizzati;
  • Padronanza nei differenti metodi di lavorazione a seconda del tipo di materiale utilizzato.

 

Art. 7.2 Fasi della lavorazione, attrezzature e materiali per la lavorazione modanature di intonaco sagomato per esterno

 

Per eseguire al meglio gli intonaci decorati, occorre disporre delle necessarie attrezzature per la posa, quindi essere a conoscenza delle tecniche appropriate e dei prodotti idonei, in maniera particolare ove si opera in chiese o edifici a tutela e/o vincolati dalla Soprintendenza ai beni architettonici, in tali edifici andrà obbligatoriamente utilizzata calce idraulica naturale.

Per eseguire le modanature è necessario sapere realizzare le adeguate seste. Dette seste saranno costruite mediante lamiera, sulla quale verrà tracciato il disegno stabilito.

Per realizzare manufatti di spessore superiore ai 3 cm si deve essere in grado di posare armatura adeguata.

Ove si presenti la necessità di eseguire una decorazione artistica ripetitiva (fiore, angelo, foglie, ecc…) si può procedere con una lavorazione a banco, mediante forme con silicone o gomma siliconica.

 

 

Art. 8  Riconoscimento

 

Le imprese che esercitano la lavorazione artigiana, come sopra identificate, del settore “materiali lapidei”, individuata dalla Commissione Regionale per l’Artigianato (C.R.A.) ai sensi dell’articolo 50 comma 1 della legge n. 3 del 2 gennaio 2003, e descritta nel presente disciplinare, possono richiedere la licenza d’uso del marchio di origine e qualità presentando apposita istanza alla medesima C.R.A..

La C.R.A. avvalendosi di un apposito Organismo di Controllo, verificherà il possesso, da parte dei richiedenti dei requisiti per la concessione della licenza d’uso del marchio ed adotterà il provvedimento conseguente (art. 3 del Regolamento d’uso del marchio di origine e qualità).

A seguito del rilascio della licenza d’uso del marchio l’impresa artigiana concessionaria dovrà sottoscrivere per accettazione incondizionata i contenuti normativi e prescrittivi del contratto di licenza e gli allegati: Disciplinare di Produzione e Codice Deontologico (art. 4 del Regolamento d’uso).

 

 



 

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