DISCIPLINARE LAVORAZIONI PELLE


Disciplinare di Produzione per la conformità del processo  delle lavorazioni artigiane artistiche, tradizionali e tipiche di qualità

 

Art. 1 Definizione del Settore

 

Il presente disciplinare, che promuove la tutela delle lavorazioni artigianali artistiche, tradizionali e tipiche di qualità, descrive le produzioni del settore “lavorazioni in pelle”.

 

Art. 2  Zona di Produzione

 

Il presente disciplinare si applica ad imprese artigiane ubicate nel territorio della Regione Liguria.

 

 

Art. 3 Documentazione dimostrativa

 

Gli artigiani del presente settore devono essere in grado di dimostrare la propria esperienza con idonea documentazione fotografica e/o cartacea e/o catalogo illustrativo dei lavori eseguiti.

Le richieste di licenza d’uso del marchio per il settore “lavorazioni in pelle”, in fase istruttoria per il rilascio del marchio “Artigiani In Liguria”, saranno sottoposte alle valutazioni tecniche e discrezionali di competenza del Comitato regionale “Artigiani In Liguria”,  anche avvalendosi degli esperti della Commissione tecnica, che ha curato la redazione del presente disciplinare di produzione.

 

Art. 4  Requisiti e soggetti per il settore “lavorazioni in pelle”

 

Gli artigiani del settore “lavorazioni in pelle” devono:

 

  • Realizzare la progettazione del proprio prodotto;
  • Impiegare pelli di qualità e di prima scelta;
  • Utilizzare possibilmente semilavorati del territorio o italiani;
  • Osservare i criteri di sicurezza e le normative del settore.

 

Art. 4.1 I comparti del settore “lavorazioni in pelle”

 

Rientrano nel presente disciplinare di produzione i soggetti che realizzano in pelle le seguenti tipologie di produzione:

 

  • Manufatti di abbigliamento;
  • Calzature;
  • Complementi d’arredo ed oggettistica;
  • Pelletteria;
  • Crocchi, porta-crocifissi, portastendardi;
  • Collari e guinzagli in pelle;
  • Borse da lavoro.

 

Art. 4.2  Materie prime per il settore “lavorazioni in pelle”

 

Gli artigiani delle “lavorazioni in pelle” utilizzano differenti tipologie di pellame provenienti da animali quali il bue, la vacca, il vitello, la capra ed altri animali domestici.

Sono impiegate pelli maggiormente pregiate, come quella del capriolo e del camoscio, le pelli di rettili come il coccodrillo, i pitoni e le grosse lucertole, di uccelli come lo struzzo o addirittura di pesci come lo squalo e la razza.

I buoi, le vacche e i tori hanno pelli pesanti, grosse, utili per selleria, calzoleria e pelletteria “pesante”.

La pelle di vacca è in generale la più utilizzata per queste lavorazioni, perché è più tesa ed ha una grana più fine e più robusta. I vitelli forniscono una pelle più pregiata degli altri bovini, in quanto si ricava da animali che non hanno ancora raggiunto l'anno e mezzo di età ed è quindi molto morbida, elastica, adatta a lavori di pelletteria elegante.

Le pelli delle capre sono di solito molto spugnose e hanno il fiore, cioè lo strato più esterno e pregiato, non regolare; quelle dei cavalli, dei muli e degli asini sono invece spesso rovinate da zone callose ed ispessimenti.

Le pelli dei cinghiali e dei maiali sono molto pregiate, avendo un fiore particolare; sono pelli fini, robuste e molto morbide, usate in pelletteria e guanteria. I coccodrilli, i pitoni e le lucertole forniscono un cuoio fino e robusto con il fiore formato da

scaglie, mentre i camosci, i caprioli e le renne pelli molto robuste e morbide, usate soprattutto nell'abbigliamento.

Le pelli utilizzate per le lavorazioni del presente disciplinare devono essere possibilmente acquistate da concerie italiane per garantire la qualità della materia prima impiegata.

Sono possibili vari tipi di concia delle pelli, a seconda dei prodotti utilizzati e del tipo di risultato che si vuole ottenere; quelli più impiegati sono: la concia con tannini (o vegetale) sinonimo di qualità, la concia al cromo, la concia all'allume e la concia con grassi.

 

Art. 4.3 Attrezzature per il settore “lavorazioni in pelle”

 

Le imprese artigiane che svolgo le “lavorazioni in pelle” sopra dettagliate utilizzano la seguente attrezzatura:

 

  • Macchina da cucire;
  • Scarnatrice necessaria per assottigliare la pelle;
  • Spacca pelli;
  • Trancia per tagliare;
  • Fustelli dei modelli: tale attrezzatura è utilizzata per creare le forme e modelli ed è utilizzata sia dai calzolai che dagli artigiani che realizzano sia borse che differenti tipologie di oggettistica in pelle;
  • Coltelli per tagliare le pelli;
  • Coloranti per pelli;
  • Lesine e rispettivi aghi e fili fatti di canape e pece;
  • Fili cerati (questi ultimi sono utilizzati quando non sono impiegate macchine per cucire e le cuciture sono eseguite manualmente).

 

Art. 5  Requisiti e soggetti per il settore “pellicceria”

 

Sono compresi altresì nel presente disciplinare i laboratori artigianali  di pellicceria.

 

Art. 5.1 Materie prime per il settore “pellicceria”

 

Le pelli utilizzate dall’artigiano del settore “pellicceria” sono provenienti da allevamenti e possono essere le seguenti (elenco esemplificativo e non esaustivo):

 

  • Visone (proveniente dal Canada, dai Paesi del Nord Europa, Russia);
  • Rex Rabbit;
  • Persiano;
  • Zibellino (proveniente dalla Russia), Martora (proveniente dal Canada);
  • Chinchillà;
  • Altri materiali innovativi tra cui xiangau (ovino dell’emisfero australe), orylag (allevato in Francia), pelliccia setosa grazie alla finezza e densità del pelo, altri materiali.

 

Si evidenzia che le pelli conciate in Italia garantiscono un’alta qualità della pelliccia realizzata.

 

Art. 5.2 Attrezzature per il settore “pellicceria”

 

Tra le attrezzature fondamentali per la lavorazione della pellicceria si evidenziano:

 

  • Macchina da cucire, differente rispetto a quella impiegata per la sartoria e la pelletteria;
  • Pistola pneumatica con suo correlato compressore: è utilizzata per inchiodare la pelliccia sull’asse di legno su cui si lavora la pelliccia stessa;
  • Schiodatore;
  • Modelli, che possono essere anche disegnati dall’artigiano;
  • Aghi, fili, fodere di differenti tipologie e motivi, stoffe.

 

Si evidenzia che la lavorazione artigianale della pellicceria si caratterizza per la creazione e realizzazione di capi personalizzati e su misura, in grado di soddisfare le differenti esigenze di taglia e di gusto del cliente.

 

 

 

Art. 6  Riconoscimento

 

Le imprese che esercitano la lavorazione artigiana, nelle modalità sopra riportate, del settore “lavorazioni in pelle”, individuata dalla Commissione Regionale per l’Artigianato (C.R.A.) ai sensi dell’articolo 50 comma 1 della legge n. 3 del 2 gennaio 2003, e descritta nel presente disciplinare, possono richiedere la licenza d’uso del marchio di origine e qualità presentando apposita istanza alla medesima C.R.A..

La C.R.A. avvalendosi di un apposito Organismo di Controllo, verificherà il possesso, da parte dei richiedenti dei requisiti per la concessione della licenza d’uso del marchio ed adotterà il provvedimento conseguente (art. 3 del Regolamento d’uso del marchio di origine e qualità).

A seguito del rilascio della licenza d’uso del marchio l’impresa artigiana concessionaria dovrà sottoscrivere per accettazione incondizionata i contenuti normativi e prescrittivi del contratto di licenza e gli allegati: Disciplinare di Produzione e Codice Deontologico (art. 4 del Regolamento d’uso).



 

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