DISCIPLINARE TAPPEZZERIA IN STOFFA


Disciplinare di Produzione per la conformità del processo delle lavorazioni artigiane artistiche, tradizionali e tipiche di qualità

 

Art. 1 Definizione del Settore

 

Il presente disciplinare, che promuove la tutela delle lavorazioni artigianali artistiche, tradizionali e tipiche di qualità, descrive le produzioni del settore “tappezzeria in stoffa”.

 

Art. 2  Zona di Produzione

 

Il presente disciplinare si applica ad imprese artigiane ubicate nel territorio della Regione Liguria.

 

Art. 3  Documentazione dimostrativa

 

Gli artigiani del presente settore devono essere in grado di dimostrare la propria esperienza anche con idonea documentazione fotografica e/o cartacea e/o catalogo illustrativo dei lavori eseguiti.

Le richieste di licenza d’uso del marchio per il settore “tappezzeria in stoffa”, in fase istruttoria per il rilascio del marchio “Artigiani In Liguria”, saranno sottoposte alle valutazioni tecniche e discrezionali di competenza del Comitato regionale “Artigiani In Liguria”,  anche avvalendosi degli esperti della Commissione tecnica, che ha curato la redazione del presente disciplinare di produzione.

 

Art. 4 Requisiti e soggetti

 

Il termine tappezzeria definisce i tessuti impiegati per rivestire e decorare pareti, imbottiture mobili, pannelli, ecc., comprendendo anche le guarnizioni, quali i tendaggi delle finestre, i cortinaggi dei letti, i cuscini, ecc.

All’artigiano tappezziere è richiesta una approfondita conoscenza dei vari tipi di tessuti tradizionalmente utilizzati nel settore dell’arredamento, nonché delle tecniche di lavorazione tradizionali e degli stili.

Le imbottiture dei mobili devono essere realizzate con molle a spirale trattenute da tela e cinghie di juta.

Il tappezziere deve essere in grado di mettere in opera qualsiasi tipo di tendaggio o di rivestimento parietale con tessuto.

Un requisito sostanziale dell’artigiano, che aderisce al presente disciplinare, è lo svolgimento del lavoro presso il cliente, inteso come installazione e la posa in opera dei lavori realizzati presso la sede del proprio cliente: tappezzerie, tendaggi, altro. Il lavoro del tappezziere in stoffa è molto variegato, ogni lavoro è diverso e ogni intervento deve essere ad hoc.

Le tecniche di base, per esempio, per imbottire una poltrona, una sedia, un pagliericcio sono quelle descritte nei paragrafi successivi (art. 6 e ss.). Inoltre se il mobile da imbottire è nuovo, si parte da uno scafo di legno costruito con pezzi di legno sagomati alle macchine da falegnami, con l’aiuto di seste (dime) di forme preparate ad hoc.

Tali pezzi sagomati si assemblano insieme mediante incastri e così si realizza uno scafo.

 

Art. 5 Lavorazione “Tappezzeria in stoffa”

 

La lavorazione della “tappezzeria in stoffa” è caratterizzata dalle seguenti tipologie:

  • arredi imbottiti:  mobili imbottiti, sedie e poltrone, cuscini, imbottitura a capitonné, divani, letti;
  • imbottiti e rivestimenti sfoderabili, rivestimenti pareti e mobili;
  • tappezzerie: murali (boiseries pareti,  …);
  • tendaggi: interni (tendaggi senza mantovana, con mantovana, riloga, riloga speciale, bracciali, drappeggi, …), tende in stile, a vetro, a scorrimento orizzontale (a strisce verticali, a pannello, con cannoncini, plissettate), a scorrimento verticale (a pacchetto, a lamelle, a rullo, all’italiana o boujonnet), …;
  • materassi e guanciali.

 

Art. 5.1 Attrezzature e materie prime per la tappezzeria

 

Le attrezzature utilizzate per la realizzazione delle lavorazioni oggetto del presente disciplinare di produzione sono:

  • ago storto (ago da tappezziere), dritti di diverse lunghezze, a due punte, a spadino, semitondi;

Si precisa che ogni operazione di cucitura ha il suo tipo di ago.

  • spillario per fermare provvisoriamente le tele;
  • sellerine (chiodi da tappezziere in varie misure);
  • materiale da imbottitura tradizionale (es. crine vegetali o animali, …);
  • martelli da tappezziere: normali, a punta;
  • tenaglie;
  • forbici;
  • spuntoni;
  • cinghie di jiuta con relative tiracinghie;
  • molle;
  • corde, utilizzate per legare le molle ed il cordino più sottile per trapuntare l’imbottitura;
  • mazzuola;
  • scalpello;
  • compasso in ferro;
  • metro snodato;
  • scarnio o coltello  per scarnire;
  • tenaglie e tronchesine;
  • spaghi.

Tra le materie prime utilizzate per la tappezzeria abbiamo: lana, cotone, lino, crine animale, crine vegetali, juta, kapoc, giunco, cardato di cotone, piuma, nonché pelli, stoffe di cotone, di seta, di canapa, velluti, rasi, pelle, cuoio, passamaneria, nonché altri materiali innovativi scaturiti dall’innovazione tecnologica del settore …

 

 

Art. 6 Alcune tecniche

 

Art. 6.1 Tecnica di intervento su sedia o poltrona antica (rifacimento)

 

Tale tecnica prevede le seguenti fasi: schiodatura tela sedile, rimozione iuta, cinghie di sopra e materiale imbottitura, asportazione di ogni residuo di imbottitura. Quindi si prosegue con l’inchiodatura di nuove cinghie di sotto, fissaggio alle stesse con limetta (spago) di nuove molle, inchiodatura cinghie di sopra, posa materiale imbottitura di crine vegetale e cotone, dopodiché rivestimento in bianco e posa in opera di tessuto, pelle, altro, ecc.., completando il tutto con la rifinitura con passamaneria, borchie ecc…

Lo stesso procedimento è applicato per realizzare lo  schienale (si tenga presente che nello schienale, normalmente, non ci sono molle).

 

 

 

Art. 6.2 Posa in opera di tappezzeria alle pareti

 

Sulle pareti si posa del materiale di imbottitura (resinato), se è necessario anche ignifugo, fissandolo in cima e in fondo alla parete stessa con listelli di legno inchiodati in precedenza con punti metallici, facendo in modo che resti ben tesato. Si prepara poi il tessuto, giuntandolo in disegno, se non uniforme, e si fissa in cima e in fondo sempre con punti metallici, sempre ben tesato. Si rifinisce il tutto, sopra, sotto ed intorno a porte e finestre, con passamaneria di rifinitura per coprire i punti.

 

Art. 6.3 Confezione cuscini

 

Per fare cuscini per sedie o per divani occorre prepararsi con cartone o carta la forma (sesta o dima) della seduta della sedia, del divano (dividendolo per il numero dei posti), della poltrona, segnando il bordo esterno con la matita e poi ritagliandolo. Tale forma si pone sulla stoffa, centrando un eventuale disegno, si calcolano i centimetri che serviranno per la cucitura, e quindi si ritaglia. Poi si cuce insieme, a seconda del tipo di cuscino che si deve confezionare: a panisetta (come un guanciale) o con la balza (spessore del cuscino).

Si può rifinire con profilo (coda di topo) rivestito dello stesso tessuto.

L’imbottitura di detti cuscini solitamente dovrebbe essere in piumino d’oca con fodera in pelle d’uovo per poter contenere le piume ma nel contempo farle “respirare”. Nel caso di cuscini appoggiati su superfici rigide tipo ardesia o panche in legno è consentito, come materiale imbottitura, il poliuretano espanso e falda dacron per renderli morbidi e con angoli arrotondati.

 

Art. 6.4 Confezione tendaggi

 

Per quanto riguarda i tendaggi, che decorano le finestre possono essere di tessuto “leggero” (lino, misto lino, ecc…) e di tessuto “pesante”.

Le tende di tessuto “leggero” devono essere confezionate e rifinite con cucitura a mano negli orli laterali in fondo; in alto con fettucce che arricciano la tenda stessa, laccetti, che vengono cuciti a macchina, pinzette, ecc…

Le tende “pesanti”, dette anche tendoni, devono essere foderate, eventualmente imbottite con mollettone di cotone per migliorarne la caduta e adeguatamente rifinite, con mantovane in tessuto con analogo tipo di confezione.

Ultimamente sono diffuse le tende a pacchetto liscio o leggermente arricciato. Queste hanno il vantaggio, quando sono tirate in alto, di lasciare la finestra completamente libera e spesso funzionano da mantovane copricassettone nonché sono ideali per finestre di dimensioni ridotte.

Sono da consigliare quando dalla finestra si gode un bel panorama. Per confezionare questi tipi di tende, il tessuto dovrà essere particolarmente morbido, da consentire un facile piegatura verso l’alto. Queste tede si cuciono a macchina.

 

Art. 7  Riconoscimento

 

Le imprese che esercitano la lavorazione artigiana del settore “tappezzeria in stoffa”, individuata dalla Commissione Regionale per l’Artigianato (C.R.A.) ai sensi dell’articolo 50 comma 1 della legge n. 3 del 2 gennaio 2003, e descritta nel presente disciplinare, possono richiedere la licenza d’uso del marchio di origine e qualità presentando apposita istanza alla medesima C.R.A..

La C.R.A. avvalendosi di un apposito Organismo di Controllo, verificherà il possesso, da parte dei richiedenti dei requisiti per la concessione della licenza d’uso del marchio ed adotterà il provvedimento conseguente (art. 3 del Regolamento d’uso del marchio di origine e qualità).

A seguito del rilascio della licenza d’uso del marchio l’impresa artigiana concessionaria dovrà sottoscrivere per accettazione incondizionata i contenuti normativi e prescrittivi del contratto di licenza e gli allegati: Disciplinare di Produzione e Codice Deontologico (art. 4 del Regolamento d’uso).



 

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