DISCIPLINARE VELLUTO DI ZOAGLI


Disciplinare di Produzione per la conformità del processo delle lavorazioni artigiane artistiche, tradizionali e tipiche di qualità

Art. 1 - Denominazione del prodotto
Il nome "Velluto di Zoagli" è riservato unicamente al tessuto che risponde esclusivamente all´opera dell´artigianato artistico o tradizionale o tipico di qualità la cui realizzazione segue ed applica le condizioni ed i requisiti stabiliti dal presente disciplinare.

Art. 2 - Zona di produzione
La zona di realizzazione dell´opera dell´artigianato artistico, tradizionale, tipico di qualità recante la denominazione "Velluto di Zoagli" è rappresentata esclusivamente dal territorio del comune di Zoagli.

Art. 3 Caratteristiche dell´opera
Art. 3.1 Prodotto artigianale artistico, tradizionale, tipico di qualità.
Si definisce prodotto artistico, tradizionale, tipico di qualità, in conformità alla normativa vigente del settore, l´opera scaturita dalle creazioni di elevato valore estetico o ispirate a forme, modelli, decori, stili e tecniche che costituiscono gli elementi caratteristici del patrimonio storico e culturale; dalle produzioni realizzate secondo tecniche e modalità che si sono consolidate e tramandate nei costumi e nelle consuetudini a livello locale o regionale pur con le innovazioni che ne costituiscono il naturale sviluppo ed aggiornamento; dalle attività che possiedono meriti tecnici, estetici o bontà di ideazione e di fattura, realizzate con attenzione particolare nella scelta della forma e dei materiali e nell´applicazione delle tecniche esecutive.

Art. 4 - Descrizione del prodotto e del metodo di produzione
Il "Velluto di Zoagli" è un tessuto a mano con filato di seta pura e si ottiene intrecciando fili di ordito e trama, più una serie di fili supplementari di ordito che vengono poi tagliati. È una stoffa pregiata famosa in tutto il mondo in quanto realizzata con telai esclusivamente manuali e di cui ne restano solo pochi esemplari. Non è riproducibile meccanicamente e deve rispondere alle caratteristiche qui di seguito elencate.

Art. 4.1 Caratteristiche delle materie prime
Si richiede che i filati utilizzati siano composti esclusivamente di fibre naturali (animali, vegetali e minerali) ad eccezione di particolari effetti ottenibili solo con l´inserimento di fibre sintetiche come il lurex. È richiesta conoscenza e capacità di valutazione in merito alla qualità dei filati adoperati secondo:
il titolo;
il numero dei capi uniti tra loro;
il numero di torsioni per unità di lunghezza sul singolo capo;
il numero di torsioni dei capi;
il tipo di filato: semplice, doppio, ritorto ecc.

Art. 4.2 Metodo di produzione
Il principio della tessitura dei telai manuali è rimasto sostanzialmente invariato. Il velluto a differenza dei tessuti semplici oltre ad avere trama e ordito ha un secondo filo detto di pelo.
L´ordito o catena consiste in una serie di fili disposti longitudinalmente mantenuti paralleli e in tensione; la trama o tessimento è la serie di fili trasversali avvolti su apposite navette e fissati al primo filo dell´ordito, intrecciati a questo mediante passata, operazione nella quale si introduce, per mezzo di una spola, la trama nell´apertura prodotta dal sollevamento e contemporaneo abbassamento dell´ordito e del pelo. Alla passata segue la battitura, che comprime uniformemente il tessuto tramite un pettine. Caratteristiche dei tessuti sono:
Lunghezza ovvero la misura del tessuto nel senso dell´ordito.
Altezza o larghezza è la misura del tessuto nel senso della trama e comprende alle due estremità i due bordi
detti cimose. Nei tessuti a mano l´altezza non può superare i 60-65 cm.
Densità, cioè la compattezza del velluto, il numero dei fili di pelo presenti a cm quadrato.
Armatura è il sistema di incrocio dell´ordito e della trama. I fondi dei velluti più utilizzati sono il Taffetas doublé, Raso e Gros de Tours.

Art. 4.3 Caratteristiche peculiari del prodotto finito
Art. 4.3.1 Velluto Liscio
Per produrre un velluto liscio di qualità per prima cosa è necessario avere una riduzione di almeno 17 ferri al cm, il telaio di legno non ha bisogno della macchina Jacquard ma di sei o più licci comandati da 5 o più pedali, (normalmente 1 pedale comanda 2 licci da pelo, mentre gli altri pedali comandano singolarmente 1 liccio di catena. Esistono telai anche con 10 pedali) due tipologie di orditi, una cassa battente snodata (o basculante) e una sezione di ferri particolare (detti "a virgola o "a venire"); inoltre la navetta in questo telaio è ancora lanciata a mano e, passo essenziale, anche il pelo deve essere tagliato rigorosamente a mano cioè con l´utilizzo di una speciale "taglierina". È ovvio che è necessaria una profonda conoscenza della tessitura a mano nonché del telaio che produce questo tipo di velluto. I fili di ciascun ordito devono essere almeno 4000 semplici.
Nel velluto liscio il pelo è composto in modo uniforme da ciuffi ottenuti inserendo ferri scanalati entro i quali viene fatta scorrere la taglierina che recide i fili dell´ordito di pelo. Qui il fondo deve essere in Gros de Tour o Taffetas double o Levantina (classica armatura Genovese) perché il pelo reciso deve essere ben saldo dal tessuto di fondo e per avere ciò bisogna predisporre l´intreccio di base a ricevere, nella stessa apertura dei fili d´ordito, il colpo che precede e quello che segue il ferro. Tale particolarità viene osservata anche in presenza di un fondo in raso. L´altezza di questi velluti non deve essere superiore ai 60 cm.
La stessa tipologia di velluto può essere ottenuta con lo stesso risultato con un telaio di legno a cui sono state apportate semplici modifiche per ottimizzare e velocizzare la tessitura. Niente di tecnologico ma sistemi comunque antichi. La navetta (detta "navetta volante" inventata nel 1733 da John Kay) viene lanciata con una funicella tirata a mano, mentre i licci vengono azionati, per mezzo di un solo pedale, da una macchina di derivazione Jacquard risalente alla prima metà dell´Ottocento. In questo velluto liscio le casse sono fisse e non basculanti e oltre ai ferri "a venire" possono essere impiegati anche i ferri carré o cesello. Densità dei fili e ferri a cm restano invariati.

pag. 1 | pag. 2 | pag. 3

 

ADW homepage
Informativa cookie
Questo sito web fa uso di cookie tecnici 'di sessione', persistenti e di Terze Parti.
Non fa uso di cookie di profilazione.
Proseguendo con la navigazione intendi aver accettato l'uso di questi cookie.
OK
No, desidero maggiori informazioni